Birra Italia

Qui troverai la nostra selezione di birre Italiane suddivise per bottiglie e fusti

Birra Italia There are 90 products.

Subcategories

  • Amiata

    La produzione artigianale della birra è la nostra passione.
    Cerchiamo di migliorare costantemente la qualità delle nostre birre selezionando le materie prime migliori ed i processi fabbricativi più antichi e più idonei. Amiamo il nostro territorio e cerchiamo di divulgarne la conoscenza attraverso la promozione dei prodotti tipici (inserendoli nelle nostre produzioni, come le castagne IGP che utilizziamo per la Bastarda Rossa e le altre birre di questa tipologia), della storia e delle leggende, inserendole nei nomi delle birre (Drago della Selva, Contessa, Aldobrandesca). La nostra produzione si avvale di un acqua particolarmente pura e leggera come quella della sorgente del Fiora, avviene in un ambiente naturale e genuino, lontano dall’inquinamento e dalle industrie. Non microfiltriamo e non pastorizziamo le nostre birre, che sono vive in quanto mantengono inalterati i profumi ed i sapori di una birra autentica e genuina.

                                                                                      

                                                                                                               

                                                                                       Gennaro Cerullo

  • Baladin
  • Birra del Borgo

    1999 -2004: Comincio a far la birra in casa come gioco, ma con il passar del tempo per me brassare diventa sempre più un lavoro e sempre meno un hobby. Nasce così l'idea di produrre "in grande". Abbandono il mondo della ricerca accademica e decido di dedicarmi alla mia passione. Mi metto in viaggio per l'Europa alla riscoperta degli antichi stili birrari: conoscere i vecchi mastri birrai tedeschi o gli estrosi belgi è stato fondamentale per la mia formazione. In Inghilterra assaggio le birre più interessanti, rappresentative di una cultura completamente diversa dalla nostra comune idea di birra: le "real ale", poco carbonate, molto corpose e tutte con sentori fruttati avvincenti. Poi inizio ad avere esperienze su produzioni più ampie dei miei 30 litri casalinghi. Da lì prendo il coraggio di lanciarmi nell'avventura di Birra del Borgo.

    2005: Nasce ufficialmente Birra del Borgo a Borgorose, un piccolo paese in provincia di Rieti, al confine tra Lazio ed Abruzzo nella riserva naturale dei Monti della Duchessa. Nel Vecchio Birrificio di Colle Rosso vedono la luce le prime birre che avranno un grande successo e faranno conoscere Birra del Borgo in tutto il mondo: la ReAle, la DucAle, la Duchessa.

    2007: BdB cresce. A maggio festeggiamo per la prima volta ufficialmente il nostro "compleanno" con il BdB Day. Il 2007 è anche l'anno di nascita del Bir e Fud di Trastevere, il primo locale che ha portato a Roma un'idea diversa su come e perché bere birra insieme al cibo. Insieme a Manuele Colonna e altri amici abbiamo voluto dimostrare che il classico binomio "pizza e birra" poteva trovare un nuovo significato accostando birre artigianali a ottime pizze fatte a regola d'arte e ad altri piatti realizzati in modo semplice ma attento.

    2009: Inauguriamo il Nuovo Birrificio di Spedino, poco distante da quello già esistente, che resta il nostro laboratorio per le sperimentazioni e i progetti più folli. Nello stesso anno, in collaborazione con l'amico Teo Musso di Baladin e altri soci, apre l'Open Baladin a Roma, a due passi da Campo de' Fiori: non un semplice pub, ma una vera e propria "casa della birra" dove fare cultura birraia proponendo le migliori birre artigianali italiane e straniere insieme ai piatti – hamburger, carni, patate e panini, tutto fatto a regola d'arte e con le migliori materie prime – curati da Gabriele Bonci. Qui trovate tutte le nostre birre, compressa qualche chicca prodotta in edizione limitata.

    2011: BdB vola Oltreoceano: sempre insieme a Teo Musso e stavolta anche con lo zampino di Sam Calagione, birraio dello statunitense Dogfish Head, inauguriamo la Birreria, il brewpub all'ultimo piano di Eataly NY, in piena Manatthan. I newyorkesi impazziscono per le birre artigianali made in Italy e per quelle realizzate all'interno del locale, e scoppia ufficialmente la bdbmania anche negli States!

    Intanto, in Italia non restiamo con le mani in mano: il Nuovo Birrificio si amplia con nuovi tini di fermentazione e una nuova linea di imbottigliamento up to date!

    Nel Nuovo Birrificio trova spazio anche il Laboratorio di Controllo Qualità, il cui scopo è monitorare l'intera produzione Birra del Borgo analizzando ogni lotto durante e dopo la fermentazione per assicurarsi che il risultato finale sia quello desiderato. Tutte le birre prodotte vengono sottoposte anche ad analisi sensoriale da parte di membri dello staff e assaggiatori esterni nei panel taste settimanali. Altro obiettivo fondamentale del laboratorio è lo studio dei diversi step del processo di fermentazione e l'individuazione di ceppi autoctoni di lieviti per rendere le nostre birre ancora più uniche.

    Leonardo Di Vincenzo

  • Birrificio del Ducato

    Giovanni Campari, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari ed ex homebrewer con alle spalle uno stage di cinque mesi presso il Birrificio Italiano, ed il socio Manuel Piccoli, veterano della logistica e amministratore attento, sono i fondatori del Birrificio del Ducato. Giovanni è il nostro Mastro Birraio, visionario e radicale, è lui l’alchimista che mette la propria anima nelle birre che produciamo; Manuel invece è l’amministratore e l’artigiano dei numeri, con una chiara visione, pragmatica e imprenditoriale. Giovanni e Manuel si incontrarono per caso allo stand di Unionbirrai – associazione che riunisce produttori e appassionati di birra artigianale – presente ad una fiera in provincia di Parma in una fredda e piovosa giornata dell’autunno 2005. Da una chiacchierata nacque l’idea di aprire un microbirrificio. «Questa idea sembrava qualcosa di folle e assurdo per le persone che conoscevamo, persino le nostre famiglie erano scettiche e un po’ preoccupate. Se a quel tempo qualcuno ci avesse raccontato tutto quello che sarebbe successo in questi pochi anni, certamente non gli avremmo creduto» ricorda Giovanni. E Manuel aggiunge: «Ricordo che il proprietario del capannone che avevamo deciso di prendere in affitto era preoccupato: con un’idea così strampalata temeva che non saremmo durati molto, per questo era restio a stipulare il contratto; ci sono volute settimane di persuasione per riuscire a convincerlo. In pochissimi ci presero sul serio, perciò abbiamo dovuto fare conto sulle nostre sole forze». Il luogo dove tutto è cominciato è Roncole Verdi, paese natale di Giuseppe Verdi e giacimento gastronomico della Bassa parmense. Il periodo precedente all’apertura è molto impegnativo, si lavora sodo per più di sei mesi per preparare il birrificio, senza sosta, sette giorni su sette, fino a cento ore a settimana. Ma l’ostacolo maggiore è rappresentato dalla pachidermica burocrazia italiana: a fine novembre 2006 è tutto pronto, tuttavia l’autorizzazione per produrre ancora non viene concessa. Tutto parte ufficialmente il 27 marzo 2007, nel neonato birrificio le prime birre prodotte sono Viaemilia e A.F.O. e Giovanni è l’unico lavoratore nella produzione. Prima della fine dell’anno vedono la luce anche New Morning, Sally Brown, Winterlude, Chimera, Verdi Imperial Stout e Krampus.

  • Birrificio Italiano

    "Vista la mia formazione tecnico/scientifica e la mia, diciamolo pure, naturale puntigliosità, per me produrre birra significa conoscere il maggior numero possibili di variabili influenzanti il processo ed averne possibilmente il controllo.

    Questi ultimi quasi sedici anni di onorata professione non hanno fatto che confortarmi in questa visione: sono i mille "banali" particolari a fare la differenza nella produzione della birra cosi come, per esempio, nella cucina artigianale.

    Certo è importante scegliere le materie prime e il tipo di miscela, il lievito, l'arieggiamento giusto per il mosto, le temperature di fermentazione e di maturazione e infine la bottiglia o l'imbottigliatrice, tutti argomenti tutt'altro che semplici, ma è ancora più determinante, se puntiamo alla costanza del prodotto, l'esattezza con la quale riproduciamo ad ogni volta le produzioni, la quale è resa possibile solo dalla puntuale e sistematica registrazione di più dati possibile.

    Controllando in maniera oggettiva il prodotto finito, cioè degustando in gruppo di persone formate, sapremo che effetti hanno avuto le nostre azioni e i cambiamenti voluti o incidentali nel processo. Il fondamentale fattore che permette di applicare contromosse necessarie a riportare la situazione alla normalità o a effettuare cambiamenti alla ricerca di un miglioramento è costituito dalle conoscenze tecniche del birraio e/o del team produttivo. Studio, applicazione e ricerca mi sembrano il primo importante corredo da portare come birraio.

    A completamento del perfetto birraio artigiano, stanno, come vado dicendo da anni, entusiasmo e creatività! Qui ci sentiamo tutti come dei giovani apprendisti a bottega da un grande pittore e ci stiamo facendo eterna gavetta nell'imparare a miscelare i colori e a spennellare con maestria e grazia.

    La creatività e la sensibilità non solo non cozzano, ma si fondano sulle basi tecniche.

    Più solide queste ultime, più sicura e precisa l'azione che trasforma in meravigliose birre le intuizioni, emozioni o idee del birraio!"


    Di Agostino Arioli,

    Birraio del Birrificio Italiano

  • Birrificio Pontino

    SE OGNI VIAGGIO HA UN INIZIO…

    …il nostro nasce lì tra i vicoli di Trastevere, in particolare Via Benedetta e un locale fatto da amici con una grande passione per la birra e la capacità di trasmetterla, il mitico MACCHE’, passione che s’insidia nei nostri cuori e cresce fino a diventare un inesauribile forza propulsiva che spingerà le nostre scelte al di là della nostra immaginazione, creare un Birrificio … IL BIRRIFICIO PONTINO!

    Inizialmente era un hobby neanche troppo compreso tra tutti coloro che ne erano coinvolti. Matteo, Stefano, Davide, Gianni che in seguito lasciò il suo posto a Egidio e che ringraziamo di cuore, si ritrovano con un sogno di cui però non conoscono tutto, forse non ne conoscono proprio niente.





    Tra mille difficoltà iniziali nel tentativo di trasformare un gioco in realtà ecco che ritornano proprio loro il gruppo di via Benedetta che per festeggiare il compleanno del proprio locale organizzano ” Un mare di Birra”, una crociera nel pieno del mediterraneo a base di birra e solo chi vi è stato sa di cosa parliamo.

    Proprio lì nel mezzo del mare, l’incontro con colui che diventerà il nostro fratello più amato, la guida aspettata per tutta la vita, IL MAESTRO MIKE MURPHY, chi non lo conosce è meglio che continua con l’astemia.

    Un incontro a tarda notte sul ponte della nave di cui poco ricordiamo se non lo spontaneo sentimento di amicizia che ci legava.

    Un particolare che poi diventerà fondamentale durante il nostro percorso, infatti, in uno dei periodi più difficili mentre eravamo impegnati nello start up del piccolo birrificio, attrezzato con l’impianto usato dell’Olmaia di Moreno Ercolani e la nostra poca esperienza unita alle mille cose da fare non ci permetteva di raggiungere risultati apprezzabili, l’invito a trascorrere qualche giorno con lui, il nostro fresco ma grande amico MIKE presso il suo birrificio il Lervig Aktiebryggeri.





    Questo può sembrare uno dei tanti stage che peraltro sarebbe agognato da qualunque aspirante birraio, ma non fu così. Con il freddo di gennaio e lo zaino in spalla Matteo e Davide partono per la Norvegia verso la città di Stavanger ad accoglierci il nostro amico Mike con tutta la sua nuova famiglia, Ania e la piccola Nina nata da poco oltre al padrone di casa Poopie, nel caos creato dalla nascita quel grande cuore ha trovato il tempo e lo spazio di inserire anche noi.

    Il giorno successivo la sveglia all’alba e il primo giorno con la malacrew della Lervig, per noi abituati a piccole realtà locali fu come un pugno allo stomaco e la paura di non aver capito niente ci assalì.

    Passarono cinque giorni senza vedere la luce cosa già rara in quel periodo a quelle latitudini ma resa impossibile dall’impegno e dalla voglia di rubare tutto il possibile durante la produzione di cotte come la mitologica Lucky Jack, o della stupefacente Rye IPA.





    Improvvisamente ci ritrovammo sull’aereo di ritorno, distrutti un po’ tristi per aver lasciato quelle splendide persone e frastornati dal mare di pensieri che turbinavano nelle nostre teste.

    Fu solo l’indomani che ci rendemmo conto di quello che avevamo passato, alle prese nuovamente con il nostro piccolo impianto fu immediata la sensazione di aver avuto un’esperienza magica, un viaggio sciamanico fatto d’insegnamenti appresi senza neanche saperlo, un po’ come Castaneda durante le lezioni di Don Juan, durante le cotte successive facevamo cose, controllavamo parametri, risolvevamo problemi così in maniera automatica, come se ci fossero state insegnate in sogno, ma era stata la grande capacità di trasmettere la propria arte del nostro maestro, il regalo più grande che ci poteva fare e di questo lo ringrazieremo per sempre.

    E così nuovamente in pista ma con le idee, le ambizioni e le capacità più chiare e con la fruttuosa collaborazione realizzatesi anche attraverso gli spunti che ci arrivavano dagli amici del Domus Birrae come Aleandro, Chen, Cammello, finalmente riusciamo ad apparire tra le birre scelte da Manuele Colonna e Fabio Zaniol sulla lavagna del Macchè, in quella via da dove tutto è cominciato e che premonitrice di future, magiche e immaginifiche esperienze.

    Grazie a tutti gli amati vagabondi incontrati durante il nostro viaggio!
  • Brewfist

    BrewFist nasce nel 2010 dalla passione per la birra.

    Il progetto si basa sul produrre birre originali, di grande bevibilità e qualità.
    BrewFist è sempre alla ricerca di nuovi ingredienti, nuove tecniche e nuove idee...

    Con un grande obiettivo: More Beer, More People...

  • Canediguerra
  • CR/AK

    Amiamo le birre luppolate e vogliamo berle giovani, al massimo della loro forma.
    Noi conosciamo “l’età” delle nostre birre e vogliamo farla conoscere anche
    a chi ci beve alla spina.
    Per questo motivo ogni singolo fusto avrà la propria carta d’identità, un medaglione timbrato a mano con la
    data di infustamento e nel retro quella di scadenza.
    Ti chiediamo di aiutarci a realizzare questo nostro progetto, “CRAK fresh”, cambiando medaglione ogni volta
    che servirai un nuovo fusto con data di infustamento diversa dal precedente.
    Il vecchio medaglione puoi anche riciclarlo come sottobicchiere.
    Saremo sempre a vostra disposizione. Lavoriamo assieme ed aiutiamoci per poter servire una birra perfetta
    che possa soddisfare anche il cliente più esigente, noi e voi.
    Conserva i nostri fusti e le nostre bottiglie al fresco e al riparo dalla luce per mantenere più a lungo la
    fragranza e la freschezza delle birre.

    Noi cuciniamo CR/AK.
    Abbiamo fondato il birrificio non convenzionale CR/AK in un periodo in cui l'industria ci propina brodaglie imbevibili.
    Disobbediamo agli schemi e ci ribelliamo alla monotonia. Produciamo birre anticonformiste che osano abbinare
    ingredienti inusuali a massicce dosi di luppolo, ma con un chiodo fisso: equilibrio e pulizia.
    Abbiamo acquistato una sala cottura da tre tini, capace di cuocere fino a 4000 litri per volta. Una cantina con capacità 20
    mila litri al mese, ma prevediamo investimenti che ci portino a raddoppiare questa capacità entro fine anno.
    Abbiamo anche automatizzato il processo di imbottigliamento acquistando un’etichettatrice ed un’imbottigliatrice
    isobarica automatica ad 8 teste, capace di imbottigliare fino a 2000 bottiglie/ora. Per l’infustamento ci siamo dotati di
    un’infustatrice automatica per il lavaggio, l’igienizzazione e il riempimento dei fusti. Questi sono stati due investimenti
    molto importanti per il nostro birrificio, ma saranno fondamentali per garantire qualità e stabilità alle nostre birre.
    Una volta confezionata, la nostra birra viene stoccata in una cella frigo capace di contenere e mantenere a temperatura
    costante, 4/6°C, 72.000 litri.
    La rivoluzione è possibile solo condividendo tutto questo con voi ai quali scorre luppolo nelle vene come scorre a noi.

                                                                                             

                                                                                         PROGETTO
                                                                                       CR/AK FRESH

  • Eastside Brewing
  • Extraomnes
    Siamo guidati da un’unica regola base: facciamo le birre che piacciono a noi.
    Ma abbiamo profondo rispetto per la storia, per le grandi regioni birrarie,
    per gli stili consolidati di una bevanda che ha tradizioni millenarie.
    Queste due condizioni ci hanno portato a produrre birre stilisticamente
    paradigmatiche che coincidessero con il nostro gusto.
    Forse incontreranno anche il vostro,
    e se non avete capito il perché… tanto meglio.
  • Hammer
    Il suo nome è “Hammer”ed è l'ultima creatura venuta alla luce in una terra, la Bergamasca, già molto prolifica sul fronte della birra artigianale.
    Ad affinarne tutti i dettagli (in questi giorni affaccendato fra fornitori di materie prime, etichettature, malti, luppoli e birre di prova), in cabina di regia, Marco Valeriani, classe 1981, medese cresciuto a Seregno, che in Brianza s'è affermato negli ultimi anni, insieme a Enrico Dosoli e Marco Rubelli, al birrificio “Menaresta” di Carate Brianza, dove ha firmato birre pluripremiate del calibro della “Due di picche” e della “Verguenza”, per intenderci.
    La proprietà di “Hammer”, Fausto e Roberto Brigati, ha scelto lui per una sfida imprenditoriale ambiziosa: una superficie produttiva che si sviluppa su ben 1300 metri quadrati sulla quale trovano spazio una sala cottura da 20 ettolitri dotata delle più moderne automazioni, cinque fermentatori con serbatoi da 2500 litri ed uno da 5mila (per iniziare), una linea d'imbottigliamento a pressione isobarica, un impianto di depurazione per ottenere esattamente l'acqua con le caratteristiche desiderate per ogni tipo di birra, celle per lo stoccaggio della produzione e via dicendo.
  • Lariano

    Tutto nasce dalla passione iniziale per la birra artigianale, fatta in casa per hobby. Due Amici ed ora diventati soci dell’azienda, Fulvio ed Emanuele, per lunghi anni hanno coltivato la loro passione nel farsi la birra nelle rispettive case. Le passioni portano alle sperimentazioni. Successivamente siamo entrati nel circuito degli homebrewer, frequentando anche quando era possibile i concorsi sulle autoproduzioni di birra. L’idea di concretizzare questa passione inizialmente era latente ma via via che il tempo passava diventava sempre più visibile la possibilità che diventasse realtà. E così poco dopo è iniziato lo studio di fattibilità per la creazione di una nuova impresa. L’idea iniziale si è concretizzata esattamente nel maggio del 2008, per essere più precisi il 19 maggio con la produzione della prima cotta di birra “in stile pils”.

  • LoverBeer

    Il mio amore per la birra nasce all’inizio del nuovo millennio quando, come regalo di compleanno, ricevetti il mio primo fermentatore. Da subito diventai un bevitore più attento ed incominciai a cimentarmi nell’arte dell’homebrewing.

    Con mia grande soddisfazione gli esperimenti prodotti a casa raccolsero ampio consenso, non solo tra amici e consumatori occasionali ma anche tra gli esperti del settore. Qualche anno dopo Kuaska, considerato il massimo esperto italiano di birra belga e da anni attento promotore della birra artigianale italiana nel mondo, mi citò tra i migliori homebrewer italiani, incoraggiandomi ad entrare nel mondo professionale.

    Tutto ciò ha alimento la mia passione, al punto che ho deciso di trasformare questa attività in un mestiere, rimanendo però fedele a ciò che in questi anni ha caratterizzato le mie birre: la ricerca per un prodotto di qualità che possa coniugare la tradizione dei più autentici stili di birra con il territorio nel quale sono nato e vissuto.

  • Menaresta

    Siamo: Enrico Dosoli, birré e paisan (birraio e contadino, agronomo prestato alla birra), MarcoValeriani, birraio e tecnologo (detto il gibilé), e Marco Rubelli, bottegaio. Collaborano con noi un laboratorista (Marco Mingozzi, ex ricercatore universitario) e un degustatore professionista (o quasi… il Meetch). Rosa Valdes, la nostra garzùna, completa il gruppo.

    Il birrificio ha un impianto da 6hl ed è attivo in Brianza dal settembre 2007, con un buon radicamento sul territorio e una storia tutta da raccontare alle spalle, tanta spontaneità e originalità ma anche tanto studio e ricerca, coniugando l’ispirazione di Enrico tratta dalla natura (vedi Birra Madre e Roots, ma anche Flora, Figueira, San Dalmazzo…), la tecnica e la conoscenza brassicola notevoli di Marco Valeriani (vedi Verguenza e 2 di Picche, ma anche Bevera, Pan-negar, Fumata Bianca…) e il desiderio di Marco R. di diffondere nel mondo tratti minuscoli (ma bellissimi) di questo territorio misconosciuto, la Brianza (vedi il nome e il logo del birrificio, ma anche il nome di tante birre…). Pronti a far viaggiare, ovunque la si chieda, birra Menaresta.

     

    Birra Menaresta.
    FATTA IN BRIANZA

  • Montegioco

    Il Birrificio Montegioco prende il nome dall’omonimo paese della Val Grue, a pochi chilometri da Tortona, antica terra di confine tra Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna. L’avventura comincia nella primavera del 2005 quando in vecchio magazzino viene trasformato in un moderno microbirrificio.

    Riccardo Franzosi è l'artefice di tutto questo, la passione per la birra lo ha spinto a iniziare come homebrewer per puro piacere personale ed ha successivamente scelto di trasformare questa passione in un ero e proprio lavoro. Oggi le nostre produzioni si possono degustare in alcuni Paesi europei così come negli Stati Uniti, dove vengono molto apprezzate birre speciali caratterizzate da un forte legame con il territorio dei Colli Tortonesi. Sono esempi di rilievo la Quarta Runa, prodotta con l’utilizzo della rinomata Pesca di Volpedo, la Garbagnina che vede spiccare tra i propri ingredienti la ciliegia Bella di Garbagna (presidio Slow Food), e la Tibir, una birra spumante all’uva Timorasso. Questo legame trova conferme anche mediante l’utilizzo di spezie come il coriandolo e la salvia sclarea coltivate nei terreni adiacenti il birrificio.

  • Pogue Mahone
  • Retorto

    Il birrificio Retorto e' una realta' produttiva piacentina sorta grazie alla volonta' del birraio Marcello Ceresa. Laureato in Tecnologie alimentari presso l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e con pluriennale esperienza nella filiera agroalimentare, si specializza nel settore birrario presso varie aziende della zona. L'idea di avviare un proprio stabilimento prende forma durante l'anno 2011 in cui la societa', partecipata dai fratelli Monica e Davide, viene creata. Il nome richiama la toponomastica della valle e rappresenta un mondo fantastico in cui le singole birre costituiscono i figuranti. Durante l'inverno 2011/2012 viene allestita la sede sia per quel che riguarda gli impianti produttivi, che contano su una sala cottura con capacita' di 1200 litri, sia per l'area destinata alla vendita al dettaglio di bottiglie e fusti.


  • Ritual Lab
  • Rurale

    All'inizio del 2013 abbiamo iniziato la produzione nella nostra nuova sede, dopo più di tre anni di lavoro ed esperienze, abbiamo deciso di proseguire nel nostro percorso spostandoci in un luogo che ci permettesse di gestire la cresciuta richiesta con maggiore controllo.

    Sicuramente meno romantica della precedente, la nuova sede di Desio (MB) è molto più funzionale e ci permetterà di potervi offrire un prodotto sempre più costante e di qualità.

     

    Le birre da noi prodotte sono ad alta fermentazione, crude (non pastorizzate), non filtrate e senza aggiunta di alcun conservante, un vero prodotto naturale in cui quei sapori e profumi oggi non percepibili nelle birre commerciali vengono esaltati.

    Tutto questo con lo scopo di creare una produzione artigianale in cui si privilegi il rapporto tra noi che produciamo e voi appassionati consumatori, affinché abbiate maggiore sicurezza sulla qualità delle materie prime e possiate godere di un prodotto vivo.

  • San Gimignano

    Il Birrificio San Gimignano è un progetto che nasce da una consapevolezza: produrre una birra di qualità significa avviarsi su un cammino creativo, come quello di un pellegrino. Gli elementi a disposizione sono tanti: le materie prime, certo, ma anche i processi e le tecnologie. Usiamo materie prime agricole prodotte nelle splendide Terre di Siena. E le lavoriamo in una sala cottura a fiamma diretta, come da tradizione. Tutte le fasi della lavorazione, poi, sono a controllo di temperatura, dalla fermentazione alla maturazione in bottiglia. Questa attenzione ci permette di ottenere un prodotto costante, ma anche di controllare molti aspetti del gusto della birra, che sono determinati dalla temperatura. Ma non impieghiamo nessun tipo di additivo, né naturale, né di sintesi, e non filtriamo né pastorizziamo la birra. Sarebbe la via più facile e veloce, ma preferiamo preservare la genuinità delle nostre materie prime biologiche. Nel vostro bicchiere arriva un prodotto ottenuto lentamente e naturalmente, perché la birra è un viaggio a piccoli sorsi.

  • Scarampola

    Passione, curiosità, estro e pazienza animano questo birrificio artigianale e rendono Maurizio, il suo titolare, un attento e critico ricercatore della miscela perfetta. Gli ingredienti sono pochi e semplici, per questo motivo è fondamentale scegliere materie prime eccellenti e conoscerne a fondo le proprietà. Diventare birraio è stata una scelta molto tempo prima che questo mestiere diventasse una moda, un cammino maturato nella ricerca e nello studio, tuttora in continuo divenire.

    Maurizio lavora da sempre nel settore della ristorazione che lo porta per 5 anni in Inghilterra. Lì conosce la responsabile della Best Guide Pub in England e la accompagna nella ricerca dei locali più interessanti da recensire. In questo modo si avvicina al mondo della birra prodotta artigianalmente e ne rimane affascinato. Tornato in Italia nel 2001, decide di assecondare e alimentare questa passione lavorando presso il birrificio Baladin di Piozzo (CN), in virtù dell'amicizia con il suo titolare, Teo Musso.

    Nello stesso periodo, a Cairo Montenotte, Maurizio apre L'Osteria del Vino Cattivo e, dopo un anno, il proprio birrificio all'interno di Palazzo Scarampi (da cui deriva appunto il nome Scarampola). Lì rimane per circa tre anni e mezzo fino al suo trasferimento alla Abbazia di Santo Stefano a Millesimo, dove trasforma l'antica falegnameria e stalla in un suggestivo laboratorio di birra artigianale.

    Nel 2009 nasce la collaborazione con Terme Vallechiara, un connubio volto al potenziamento di due aziende locali che vogliono porsi come esempio positivo per la valorizzazione delle eccellenze del territorio. Tutte le birre Scarampola, realizzate con acqua microbiologicamente pura che sgorga dalle Alpi marittime, rappresentano per il consumatore l'opportunità e lo stimolo a scegliere un prodotto locale. In questo modo è possibile alimentare un circolo economico virtuoso che porti a un consumo consapevole e sano.

  • Toccalmatto

    Birra Toccalmatto  ha iniziato le sue produzioni a Fidenza nell'Ottobre del 2008 con un impianto da 550 Litri per cotta. Si tratta del coronamento del sogno personale del fondatore Bruno Carilli, che dopo varie esperienze manageriali nell'industria alimentare ed in particolare nell'industria birraria, ha maturato l'idea di iniziare a produrre birra artigianale. Dalla passione  per le birre vive di tradizione belga e britannica parte un progetto con altri tre amici, e l'inizio di questa nuova avventura.

  • Vento Forte

    Birrificio realizzato a Bracciano nel 2013 e operativo dal 2014 dopo una lunga storia travagliata. Il progetto

    nasce nella mente di Andrea Dell'Olmo nel 2009 e si concretizza lentamente nel corso degli anni attraverso

    un percorso pieno di ostacoli. Durante gli stessi anni Andrea continua il suo percorso di homebrewer

    sperimentando nuove ricette e affinando IPA e pale ales, le birre che più caratterizzano la produzione

    attuale.

  • Mastino
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