Elenco dei prodotti per produttore Thornbridge

Great Longstone - Derbyshire (Inghilterra)

La Thornbridge Hall è una grande casa di campagna, immersa in una vasta tenuta (Peak District National Park), vicino al villaggio di Great Longstone, nel Derbyshire, posseduta dal XII al XVIII secolo dalla famiglia Longstone. Prima di arrivare, nel 1997, nelle mani della famiglia Hunt, questa tenuta, dopo la seconda guerra mondiale, viene utilizzata dalla municipalità di Sheffield, subentrata nella proprietà, per molteplici scopi, non ultimo quello didattico. Nel 2002 questa tenuta, caduta progressivamente in disuso, passa nuovamente di proprietà, dalla famiglia Hunt a Jim ed Emma Harrison, che ne fanno la propria dimora e un luogo esclusivo per grandi ricevimenti ed altri importanti eventi mondani e culturali. Accanto a questa attività, Jim Harrison (già imprenditore di successo dell’industria alimentare) da vita ad un altro progetto: una fabbrica di birra artigianale, sfruttando anche le risorse idriche della zona, ricca di acque particolarmente adatte per la produzione birraria.


Il progetto nasce da una specie di illuminazione che colpisce Jim quando un suo conoscente, Dave Wicketts della Kelham Island Brewery, gli fa assaggiare alcune delle sue birre, e prende corpo nel 2004, con un piccolo impianto di produzione di birra che viene posto all’interno della tenuta, chiamato, allora, “The Brewery baby”. E’ Simon Webster, socio d’affari di Jim, che supervisiona il progetto e ingaggia i primi birrai: il primo è l’italiano Stefano Cossi (che poteva già vantare importanti esperienze lavorative, avendo lavorato alla Sheffield Brewery), il secondo è Martin Dickie, il futuro fondatore (assieme a James Watt) della scozzese Brewdog. In soli cinque anni la qualità dei prodotti ha portato la Thornbridge Brewery a diventare uno dei più promettenti micro birrifici inglesi, e a dotarsi di un ben più sviluppato impianto di produzione (posizionato a Bakewell, sempre nel Derbyshire, mentre a Thornbridge Hall l’impianto rimasto serve da impianto di prova/sperimentazione), capace di 30.000 barili l’anno (a fronte di un investimento di 1,7 milioni di sterline). C’è molta Italia in questo progetto: l’head brewer è diventato Stefano Cossi, coadiuvato dal neozelandese Ryan Kelly, e anche il nuovo impianto è made in Italy, della veneta Velo.


La Thornbridge ha attualmente nel suo range produttivo 6 birre in bottiglia e e altre 6 in fusto, tutte brassate con materie prime prevalentemente inglesi, ma arricchite anche da “incursioni” fra i luppoli americani e neozelandesi. Accanto a queste, una chicca, brassata, per ora solo una tantum. Nel 2007, infatti, il mastro birraio italiano della Thornbridge ha voluto dar vita ad una “mini – gamma” (tre) di birre affinate in botte, denominata Thornbridge Alliance Reserve, brassate in collaborazione con Garrett Oliver, mastro birraio della statunitense Broklyn Brewery. Molteplici sono i riconoscimenti vinti dal birrificio inglee in giro per il mondo, nonostante la “giovinezza” produttiva: la Jaipur IPA, da sola, ne ha portati a casa già 48. Tutte le birre sono non pastorizzate e rigorosamente bottled conditioned.


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