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Sotto-categorie

  • Altbier

    Altbier (spesso abbreviata in Alt) è una birra scura ad alta fermentazione originaria delle regioni di Düsseldorf e di Niederrhein in Germania.

    Il nome Altbier, che letteralmente significa vecchia birra, si riferisce all'antico metodo di produzione che utilizza lievito ad alta fermentazione e malto scuro. Fino agli anni cinquanta, ľAlt veniva chiamata anche Düssel (da Düsseldorf), ma da quando il termine non è più un'indicazione di origine controllata, l'Altbier può essere prodotta anche al di fuori di questa regione.

    Düsseldorf e Colonia sono rivali di lungo corso. Tuttavia, oggi tale rivalità si è ridotta a quale delle loro birre sia la migliore, l'Altbier di Düsseldorf o la Kölsch di Colonia.

  • Belgian Dark Ale

    Aroma: Il miscuglio di aromi da malto Munich, alcool ed esteri fruttati, sono tipici insieme a fenoli speziati dati dall’alta fermentazione e/o dall’aggiunta di spezie. L’aroma da luppolo può variare da moderato a nullo. Normalmente non c’è forte aroma da malti scuri (tostati). No diacetile. Aspetto: Colore da “Borgogna” profondo a marrone scuro. Limpidezza da discreta a buona. La ritenzione della schiuma può essere abbastanza buona o può essere avversata dall’elevato contenuto alcolico.
    Sapore: Sapori di frutta matura, incluso uva passa e prugna, sono comuni. Normalmente il malto domina, ma alcuni esemplari hanno il bilanciamento leggermente spostato verso l’amaro. Alcuni fenoli speziati, dati dalla fermentazione o l’uso di spezie, possono essere presenti. Il sapore del luppolo può avere un campo da moderato a nullo. Alcune sensazioni di dolcezza sono dovute al tasso alcolico. No diacetile.
    Sensazione al palato: Una birra scura, molto ricca, complessa e molto forte.
    Storia: La maggioranza delle versioni riflette la produzione individuale delle rispettive birrerie.
    Commenti: Alcune di queste birre sono prodotte nei monasteri od in associazione con essi, ed alcune no. Prendendo a paragone la Dubbel, queste sono gli esemplari più tipicamente e significativamente forti in un’ampia tipologia.
    Ingredienti: Lo zucchero candito scuro è un’aggiunta molto frequente e può contribuire, così come l’uso del malto Munich scuro e malti caramellati all’ampia gamma di colori di questo stile. Spezie sono talvolta aggiunte per aumentare la complessità. Viene comunemente usato del lievito incline alla produzione di alcoli superiori, esteri e fenoli speziati.

  • Barley wine

    Fin dall'antichità la birra è stata chiamata "vino d'orzo", come la "κρίθινος οἶνος" (krithinos oinos) nell'antica Grecia, menzionata fra gli altri da Senofonte nell'Anabasi e da Polibio, che nelle sue Storie descrive come i Feaci tenessero questa bevanda in crateri d'oro e d'argento. Ma la denominazione di "vin d'orzo" è stata usata anche da Tacito nelle sue opere, e pare che persino i Galli la usassero in alternativa a "brace", il termine che nella loro lingua indicava la birra.

    Il termine moderno, in inglese, iniziò ad essere utilizzato in Gran Bretagna durante il XVIII secolo, come reazione all'invasione del mercato locale da parte dei vini francesi Bordeaux e Borgogna. Questi prodotti, che dichiaratamente volevano essere competitivi sul mercato del vino, venivano lasciati riposare nelle botti per un periodo piuttosto lungo, che poteva variare da uno a due anni. In questa maniera la birra, oltre a ricevere effettivamente una lavorazione ancora più simile a quella del vino, aveva il tempo di strutturasi e di assorbire dal legno alcune caratteristiche organolettiche che tanto al naso quanto al palato potevano ricordare i sentori della bevanda rivale, pur rimanendo un prodotto radicalmente diverso. Verso la fine del secolo seguente i birrifici iniziarono ad usare il termine barley wine per indicare ognuno la propria birra con la gradazione alcolica più alta. La prima birra ad essere etichettata in questo modo fu la № 1 Barley Wine della Bass, intorno al 1870. In questo periodo il termine non indicava ancora una tipologia ben definita, infatti la birra col titolo alcolometrico più alto di un birrificio poteva non essere poi così forte, anche a causa delle imposte sulle bevande alcoliche, e si potevano quindi trovare barley wine con appena il 6% di alcol in volume, mentre altre avevano con un corpo e una gradazione alcolica simili a quelli di un vino

  • Bitter Ale/ESB

    Bitter è un tipo di birra pale ale inglese ad alta fermentazione, ben luppolata, poco carbonata, che va bevuta a temperatura ambiente o quasi, mai ghiacciata. La Bitter varia in colore dal dorato all'ambrato scuro, ed in gradazione alcolica dal 3% (Boys Bitter) al 7% (premium o strong).

    L’ Extra Special Bitter per antonomasia: si presenta agli occhi con un colore ambrato-ramato e un cappello di schiuma fine e compatta; all’olfatto presenta sentori lievemente fruttati, mentre il sapore è cremoso e maltato, con una luppolatura contenuta e un buon equilibrio tra le diverse componenti aromatiche che si esaltano nel finale. Birra pluripremiata dal CAMRA (campaign for real ale), è un vanto della cultura brassicola britannica, e si presta perfettamente all’aperitivo, o ad essere accompagnata a salumi, formaggi a media stagionatura o carni speziate.

  • Blanche/Witbier

    La bière blanche (in lingua francese) o witbier (in lingua olandese), traducibile in entrambi i casi come "birra bianca", è prodotta principalmente in Belgio, ma anche nel Nord-Est della Francia e nei Paesi Bassi.

    La differenza saliente rispetto alle Weissbier o Weizenbier risiede nel largo uso di frumento non maltato (fino al 50% del totale dei grani) anziché del frumento maltato utilizzato nelle corrispondenti tedesche,

    È prodotta seguendo in parte la tradizione medievale, in cui anziché usare il luppolo (oltretutto vietato nell'antica legge francese) si ricorreva a una mistura di erbe e spezie note in olandese come gruut: nella ricetta moderna questo è composto di coriandolo, arancia, arancia amara e luppolo. Questa mistura conferisce alla birra un sapore più fruttato e acidulo del corrispondente tedesco, e risulta molto rinfrescante d'estate; inoltre la birra subisce una seconda fermentazione nella bottiglia.

    A differenza della cugina tedesca, viene prodotta utilizzando frumento non maltato e spesso avena, ed è generalmente servita in bicchieri più bassi e tozzi rispetto a quelli alti e stretti delle weizen tedesche.

  • Blond/Blonde/Golden Ale

    Stile che deve il suo nome, ovviamente, dal suo aspetto. Il suo gusto e profumo va da una bassa a media intensità, con maggiore presenza del malto rispetto all'apporto dovuto al luppolo. Possono essere presenti lievi aromi fruttati insieme a quelli del luppolo. A volte può essere presente fino al 25% di frumento maltato e aggiunta di zuccheri. Birra secca, fresca e beverina.

  • Bock/DoppelBock

    La Bock (anche Bockbier o Starkbier) è una birra lager particolarmente forte che ha origini nella città Anseatica di Einbeck, in Germania, che nel medioevo era un importante centro di produzione birraria. Il nome è infatti la storpiatura di quello della città, ma “bock” in tedesco significa caprone, e per questo molte marche hanno delle immagini di questi animali sulle etichette delle bottiglie. Le Bock originali erano esclusivamente birre scure, mentre quelle moderne possono essere scure, ambrate o chiare.

    Le birre Bock per lungo tempo sono state prodotte per occasioni speciali e consumate dai monaci cattolici in Germania, spesso per festività religiose come Natale, Pasqua o la Quaresima. Durante questo periodo, infatti, ai monaci veniva imposto il digiuno, e per questo motivo le Bock, più nutrienti di una lager più leggera, provvedevano al loro sostentamento. Birre simili venivano prodotte dai monaci per lo stesso motivo in altre zone.

  • Imperial/Double IPA

    Birra ad alta fermentazione piuttosto alcolica e luppolata, tradizionalmente prodotta con malti, luppoli e lieviti inglesi. Lo stile originale ha un aroma erbaceo e fruttato, un corpo medio/leggero, un'amarezza decisa ma bilanciata dal dolce dei malti caramellati utilizzati in quasi tutti gli stili inglesi. Tenore alcolico solitamente tra i 5,5 e i 7%.

    Le versioni più alcoliche sono chiamate Imperial IPA (o Double IPA), e possono arrivare a oltre il 9% di alcol in volume.

  • IPA/APA

    IPA o India Pale Ale è uno stile birraio della famiglia delle ALE, termine utilizzato per indicare tutte le birre ad alta fermentazione, cioè birre che fermentano a temperature elevate, 15-25°C, al contrario delle LAGER nelle quali invece la temperatura di fermentazione si aggira intorno agli 8° C. La particolarità delle ALE  è che hanno un gusto deciso e corposo che ricorda il lievito utilizzato, il Saccharomyces cerevisiae, che lavorando a temperature più alte esegue il processo di fermentazione in minor tempo. Nello specifico le IPA, originarie della Gran Bretagna, hanno note marcatamente luppolate e un tenore alcolico maggiore, al gusto sono intense con un aromi erbacei e fruttati, un corpo di media intensità ma con un'amarezza dolce e decisa derivata generalmente dai malti caramellati spesso utilizzati negli stili Inglesi. Le note caratteristiche delle IPA derivano dalla necessità storica degli inglesi, che nel periodo del colonialismo, dovevano trasportare birra fino in india. A seguito dei primi fallimentari viaggi, le birre infatti deperivano a causa del lungo viaggio, della salsedine e delle alte temperature nelle stive delle navi così i mastri birrai Inglesi decisero di dare maggior stabilità e maggior capacità conservativa alle birre da esportazione coloniale. Aumentarono così la quantità di luppolo per le sue caratteristiche medicali e conservative ed il tenore alcolico, questo rese la birra in grado di sopportare i lunghi viaggi in nave. Nel gennaio del 1835 venne utilizzato per la prima volta il termine India Pale Ale sul giornale economico Liverpool Mercury. Successivamente a quella data tutte le birre che venivano esportate in India atte al consumo dei coloni inglesi, furono indicate come Pale Ale preparata per l'India o India Ale. Oggi questo stile birrario è riconosciuto ed utilizzato dai mastri birrai di tutto il mondo e annovera delle varianti: la APA o American Pale Ale che ricorda lo stile delle inglesi ma con note maggiormente luppolate ed un finale marcatamente secco.

  • Lambic / Kriek / Sour...

    Lambic è uno stile di birra caratterizzato dalla fermentazione spontanea. Le birre lambic sono prodotte esclusivamente nella regione del Payottenland, a sud-ovest di Bruxelles, in Belgio. Birre prodotte con modalità analoghe al di fuori di questi territori sono denominate "lambic-style" oppure "plambic" (ovvero pseudo lambic), sebbene questa sia una distinzione puramente volontaria effettuata per rispetto all'originale.

    Al contrario delle ale e lager convenzionali, che sono fatte fermentare utilizzando ceppi di lievito accuratamente selezionati per lo scopo, il lambic è prodotto attraverso fermentazione spontanea: il mosto di birra viene esposto ai lieviti selvatici e ai batteri autoctoni della valle della Senne, in cui si trova Bruxelles. Questo inusuale processo di fermentazione conferisce alle birre di tipo lambic un sapore assolutamente distintivo: secco, vinoso e sidroso, con un retrogusto acidulo.

    Per renderne più gradevole il gusto si prestano ad essere addizionate di sciroppi di frutta, ad esempio utilizzando i lamponi si ottiene la birra framboise, con l'aggiunta di zucchero si ottiene la birra faro, con le amarene la kriek. Miscelando invece vari tipi di lambic di diverse annate si produce la geuze.

  • Pilsner/Lager

    Pilsener o pilsner, talvolta abbreviata in pils, è una tipologia di birra, sviluppata nella città di Plzeň (Pilsen in lingua tedesca), nella regione della Boemia in Repubblica Ceca. Si distingue dalle altre lager per il ruolo marcato del luppolo, in particolare per l'uso del rinomato luppolo Saaz (Žatec), dall'omonima città della Boemia occidentale.

    Lager è il termine usato per indicare le birre a bassa fermentazione, ovvero che impiegano nel processo lieviti del ceppo Saccharomyces carlsbergensis, che predilige temperature basse (vicino a 0 °C ), e durante il processo si deposita sul fondo del tino; è l'opposto del termine ale, che indica quelle ad alta fermentazione. È pertanto un termine generico che comprende molti stili di birra, come Pilsener, Vienna e Märzen.

    Le birre Lager hanno una gamma dal dolce all'amaro e dal chiaro allo scuro. La maggior parte delle Lager sono pale (chiare) o di colore intermedio, con un'alta carbonatazione, sapore di luppolo da medio ad alto, e contenuto alcolico del 3–5% per volume.

  • Porter/Stout

    Porter è uno stile di birra, ottenuto con malti di colore scuro.

    "Porter" in inglese significa facchino: la birra proposta per la prima volta nel 1722 da un pub di Londra in poco tempo divenne popolare tra quei lavoratori.

    Da questo tipo di birra derivò la Stout, che si chiama così perché inizialmente le porter particolarmente forti erano dette "Extra Porter" o "Double Porter" o "Stout Porter", nome che in seguito fu abbreviato semplicemente con stout.

    La diffusione dei microbirrifici negli ultimi 20 anni ha contribuito alla rinascita di questo stile birrario, che è sempre più apprezzato e disponibile in molte varietà, in ogni parte del mondo.

  • Rauchbier

    Rauchbier (in tedesco: birra affumicata) è uno stile tedesco di birra a bassa fermentazione, contraddistinto da un accentuato sapore di affumicato.

    Questo stile nacque con la scoperta che essiccare i malti su fiamma viva conferiva loro un carattere affumicato, che talvolta si trasferiva anche al sapore della birra ottenuta da questi malti. Prima dell'era moderna, si usava essiccare l'orzo maltato al sole oltre che sul fuoco. Nell'era industriale fu introdotta l'essiccazione in particolari forni detti "kiln", che usavano calore indiretto. Insomma si può dire che nei secoli si sono diffuse molte tecniche per preparare i cereali alla produzione di birra, incluso quello di produrre birra dal pane, per cui la rauchbier non era universale, ma variava di regione in regione. Di certo si sa che la tecnica di essiccazione su fiamma fu usata in Inghilterra tra il XVI e il XVIII secolo.

  • Saison

    Saison è uno stile di birra chiara ad alta fermentazione tipica della Vallonia, regione di lingua francese del Belgio. Le Saison, originariamente fermentate presso le fattorie belghe, hanno un contenuto d'alcool compreso tra il 5 e l'8%(vol) ed un valore IBU compreso tra 25 e 45.

    Il nome di questo stile significa "stagione". Alle stagioni, infatti, ne è legata la produzione: la fermentazione tradizionalmente avviene in autunno o in inverno, la mescita verso fine estate. Lo stile Saison nacque prima dell'invenzione della refrigerazione quando i birrai belgi erano costretti a fare fermentare la birra in autunno o in inverno per impedire che il processo di fermentazione fosse danneggiato dal calore estivo. La saison prodotta in anticipo può essere mescolata con quelle dell'autunno precedente o mescolata con birre lambic per aumentarne l'acidità: il mescolamento può ridurne il contenuto alcolico.

  • Sidro

    Il sidro è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione alcolica dei frutti delle mele e talvolta delle pere, i frutti di due piante coltivate delle Rosacee. La sua origine in Francia e in Normandia risale al Medioevo, ma la sua invenzione è antecedente. Più del 95% della produzione mondiale di sidro è realizzata con le mele.

    Questa bevanda è molto diffusa nel Regno Unito, maggiore consumatore e produttore al mondo,in Francia (specie in Bretagna e Normandia), Spagna (dove la produzione è particolarmente concentrata nelle Asturie), Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Finlandia e Svizzera. In Italia è meno popolare e la si può trovare nei pub di stile anglosassone.

    La gradazione alcolica varia da 2 a 7 °C; il sapore acidulo è conferito dalla presenza di acido malico.

  • Stili...

    Indipendentemente dall'eventuale stile di partenza, questa denominazione generica racchiude tutte quelle birre addizionate di erbe o spezie, le quali donano loro particolari note aromatiche. Si tratta, quindi, di una categoria amplissima che ha i suoi confini solo nella fantasia dei mastri birrai.Spesso le erbe vanno a sostituire i comuni ingredienti della birra; citiamo ad esempio l'impiego dell'erica per amaricare la birra in sostituzione del luppolo.

  • Tripel/Abbazia

    Tripel (o anche Trippel) era originariamente il nome che, convenzionalmente, usavano i mastri birrai trappisti del Belgio per descrivere la loro birra più forte. Oggi, tuttavia, il nome è usato da un certo numero di birrifici nel mondo per descrivere una ale forte.

    L’origine del termine “Tripel” rimane piuttosto incerta, anche se una teoria sembra essere più convincente di tutte le altre. Nei secoli passati, sulle botti nelle quali veniva trasportata la birra venivano marcate delle “X” per indicare qual era la gradazione alcolicadel contenuto:

    • X identificava una birra piuttosto leggera (circa 3°)
    • XX una birra media (5-6°)
    • XXX una birra forte (dai 9° in su)

    Ecco quindi, probabilmente, spiegato il significato di “Tripel”!

  • Weizen/WeizenBock

    Popolarissime e prodotte non solo con orzo, ma anche con frumento, le Weizenbier (dette anche Weissbier o Weißbier) sono birre tedesche chiare, tendenzialmente leggere e dissetanti. Il successo che riscuotono da sempre anche nel nostro Paese è dovuto sia all’ampia varietà disponibile, apprezzate da tutti i palati, sia alla loro ottima capacità di adattarsi a qualsiasi situazione: gustose da bere da sole, le Weizenbier si prestano ottimamente anche ad accompagnare i pasti.

    Weizenbock
    (o Weizenstarkbier): birra Weizen prodotta con gli ingredienti di una classica (frumento), ma con lo stile Bock che genera birre non troppo amare, abbastanza forti (gradazioni di almeno 6% vol.) e con un utilizzo molto moderato di luppolo.

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