Birra Belgio Ci sono 47 prodotti.

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  • 3 Fonteinen

    La storia di 3 Fonteinen inizia nel 1953, quando Gaston Debelder acquista il 3 Fonteinen Café, di proprietà di Tisjke e Maree Potter.  La formazione di Gaston avviene grazie ai consigli dell’amico Jan-Baptist Vanderlinden, uno dei migliori assemblatori di Gueuze e  – sindaco di Berseel, ma anche a quelli – come racconta Kuaska in questo splendido articolo dello scrittore Herman Teirlinck, il padre della moderna letteratura in lingua fiamminga, che aveva eletto il 3 Fonteinen come sede del suo club artistico/letterario De Mijol. “Fu lui che, più che consigliare, impose al suo carissimo amico Gaston, miracolosamente scampato ai campi di sterminio nazisti ma talmente debilitato da non riuscire più a nutrirsi, di sforzarsi a bere una gueuze al giorno, facendogli tornare l’appetito e salvandogli di fatto la vita. Gaston divenne ben presto famoso per il suo “naso”, cioè quella sensibilità che ogni assemblatore di lambic può avere come dote naturale (come nel suo caso) o che può acquisire e incrementare con una costante applicazione”. 

    Gaston Debelder ebbe due figli, Guido ed Armand: il primo scelse la strada della ristorazione, prendendosi in gestione la cucina del cafè, mentre Armand ricevette alla fine degli anni ‘80 l’onerosissimo testimone dal padre. E’ Michael Jackson a raccontare un emozionante aneddoto quando, nel 1993,  Armand riceve il suo primo premio dalla  De Objectieve Bierproevers: “fu la prima volta che vidi mio padre piangere” dirà Armand.  Sino alla fine degli anni ’90 Gaston affianca Armand nel difficilissimo compito di assemblatore di Gueuze; nel 1998  l’amico e  birraio  Willem Van Herreweghen installa a 3 Fonteinen un piccolo impianto, proveniente dalla Jupiler, dove era utilizzato per produrre dei lotti pilota. E’ una piccola rivoluzione ed il primo passo che porta 3 Fonteinen a non essere più solo un assemblatore di lambic acquistati altrove, ma anche un  produttore vero e proprio.

                                         

  • Abbaye des Rocs

    La Brasserie (fabbrica di birra) de l'Abbaye des Rocs nasce in un piccolo villaggio ricco di vegetazione, autentico polmone verde situato in una regione un tempo popolata da industrie fiorenti.
    La produzione di birra cominciò nel 1979. La capacità di produzione era allora di 50 litri ogni due settimane.
    Nel 1987, i proprietari costruirono un nuovo stabilimento capace di contenere tini da 1.500 litri. Creazione di una società cooperativa.
    Nel 1991, vengono depositati i marchi di fabbrica e costruiti gli stabilimenti destinati alla fermentazione e allo stockaggio del prodotto finito.
    Nel 1993, la sociéta si trasforma da cooperativa in società per azioni, acquista delle nuove attrezzature per l'imbottigliamento (lavatrice, macchina per spillare, tappatrice, incapsulatrice e etichettatrice).
    Nel 1994 e nel 1995, la produzione è di 600 hl.
    Nel 1996, la produzione raggiunge i 1000 hl, un nuovo stabilimento viene costruito e una nuova sala per il brassage, che permette di produrre 50 hl per bacino, è resa operazionale.

  • Achouffe

    Il birrificio Achouffe si trova nella omonima località situata nelle Ardenne belghe, una zona montuosa ricca di miti e di leggende legate alle creature della foresta. Pertanto, distinguere sugli scaffali di un negozio specializzato o di un supermercato le birre Chouffe non è affatto difficile: sull’etichetta, infatti, è presente il disegno di un buffo gnomo con un cappello rosso e una folta barba bianca. All’occhio più attento non sfuggiranno di certo le guance e il naso rossi, di indubbia causa, del simpatico personaggio!

    Questo birrificio nacque verso la fine degli anni ’70 quando i cognati Pierre Gobron e Christian Bauweraerts decisero di avviare una produzione di birra artigianale su ridotta scala. “Ridotta” nel vero senso della parola, dal momento che iniziarono con un investimento che oggi corrisponderebbe alla somma di appena cinquemila euro.

    La prima Chouffe “ufficiale” nacque nell’agosto del 1982 e, da produzione artigianale che era, il business si ingrandì sempre più grazie alla qualità dei suoi prodotti. Nel 2006 la Brasserie d’Achouffe venne assorbita dal gruppo Duvel Moortgat Brewery e oggi viene esportata in moltissimi paesi del mondo, dal Sudamerica all’Australia, dall’Asia al Canada, e anche in Italia

  • Boelens

    Kris Boelens, anima del piccolo/grande birrificio che porta il nome della sua famiglia. Kris è riuscito a dare continuità ad una storia produttiva familiare iniziata a Lokeren (nel XIX secolo) e proseguita a Belsele (a pochi chilometri da Lokeren stessa) dal 1993. Siamo nel Waasland, Fiandre Orientali, molto vicini a St. Niklaas. A Lokeren Henri Boelens nel 1897, sposato ad una cugina di J. De Meester, proprietario della birreria De Valk, rileva la birreria del cugino e le mette il nome di Boelens-De Meesters. La produzione, (la birreria riforniva allora tutti e 17 i bar della zona) viene interrotta nel 1915, quando i tedeschi fanno razzia dei bollitori in rame; la produzione, ma non la vendita. Henri Boelens, infatti, con il permesso dei tedeschi stessi, continua ad imbottigliare birra acquistata da altre birrerie, e a venderla. Questo diventa il business di famiglia, distribuire la birra di altri, anche dopo la morte di Henri e il subentro in azienda di Hubert (figlio dello stesso Henri e padre di Kris), che sarà anche sindaco di Belsele fra il 1948 e il 1958. Nei primi anni ’80 Kris, durante una sua vacanza in Germania, “ritrova” lo spirito birrario di famiglia, butta un’occhiata interessata alle varie metodologie produttive locali e, ritornato a casa, decide di ridare vita alla tradizione produttiva familiare, modificando vecchi macchinari di proprietà della famiglia e installando in una parte del magazzino quanto necessario per iniziare a produrre. E’ del 1993 la Bieken, la sua prima birra, che prende il nome dall’antica fabbrica di wafer al pepe di Sint Niklaas, e piano piano arrivano anche tutte le altre  (Waaslander, Triple Klok, Santa Bee, Vikking, Balzello, Waase Wolf), assieme a premi e riconoscimenti. Nel 1999 la birreria viene insignita di un premio per gli sforzi fatti per mantenere viva la tradizione birraria Belga ed in particolare quella delle birre speciali, e nel 2006 Kris vince, con la Bieken, al Great British Beer Festival di Londra, il premio di migliore birra artigianale belga. L’anno scorso Kris cambia l’impianto di produzione, passando da uno semi-artigianale ad uno del tutto professionale con  la possibilità di fare cotte da 25 hl (espandibile a 50 hl.) e una cantina del tutto adeguata. E rivisita anche alcune delle ricette delle sue birre in portfolio: da qui l’utilità di dare a tutte una “ripassatina” gustativa.

  • Bosteels

    La storia del Brouwerij Bosteels, situato nel piccolo paese di Buggenhout (Fiandre orientali) inizia da lontano. Fondato nel 1791 fa da Evarist Bosteels, questo birrificio è gestito dalla stessa famiglia da ben sette generazioni, con una grande passione per la qualità e per il rispetto delle tradizioni.

  • Cazeau

    Nel piccolo villaggio di Cazeau, immerso nella campagna di Templeuve in zona Vallone Belga, si trova questa piccola fattoria/ Brasserie artigianale, nata dalle ceneri dell’antico birrificio Agache. La storia della Brasserie Agache ha radici nel lontano 1753 e, anno dopo anno per sette generazioni ed a conduzione familiare, ha sviluppato birre speciali ad alta fermentazione di notevole fattura, limitata a soddisfare l’esigenze delle popolazioni limitrofe. Nel ‘900, precisamente dopo la seconda guerra mondiale la Brasserie Agache, insieme ad altre due produzioni locali, hanno subito una forte crisi, data dalla crescente richiesta di birra a bassa fermentazione da parte della popolazione, soprattutto pils, quindi birre molto più semplici nella bevuta e nei “gusti” oltre che a gradazioni alcoliche più basse, subendo uno spostamento della richiesta verso altre realtà birraie più industriali. La conseguenza naturale fu la chiusura della Brasserie Agache nel 1969.

    Nel 2002 per i due anni successivi, l’ultimo rampollo dalla famiglia fondatrice e proprietaria della fattoria Laurent Agache, nonostante fosse ormai fuori dal mercato birraio, ha ricostruito l’apparato di produzione con dedizione, professionalità e meticolosità, apportando anche delle nuove modifiche ricercate in Inghilterra. Nel 2004 il risultato finale, dopo alcune prove di produzione e la sperimentazione di luppoli extra europei, è stato il ritorno in grande stile della nuova Brasserie de Cazeau che racchiude in esso la tradizione e cultura birraia della famiglia Agache con l’utilizzo di materie prime di moderna “beva” che ha riportato alla ribalta questo piccolo birrificio etichettato e riconosciuto come “produzione di grande qualità”. Ad oggi, la Brasserie de Cazeau è in costante crescita ed alla continua ricerca di nuovi sapori da esplorare, per garantire ulteriori ed apprezzabili sfaccettature del mondo birrario.


  • Boucanier

    La "Bière du Boucanier" viene prodotta dalla birreria di Ertvelde (fondata nel 1784). La produzione è da anni molto apprezzata in Belgio ed in particolare nelle Fiandre, dai veri intenditori di birra e negli ultimi quindici anni anche all'estero.

  • De Dolle
    Il birrificio De Dolle si trova ad Esen, piccolo villaggio di 2000 anime nelle Fiandre Occidentali. Il suo primo edificio risale al 1835: il birrificio venne fondato da un medico, Louis Nevejan, che la gestì fino alla sua morte, sopraggiunta nel 1882. Allora la proprietà passò alla famiglia Costenoble, che la gestì per tre generazioni fino al 1980 quando l’attività si interruppe.
    Si deve al genio e alla caparbietà di Kris Herteleer la rinascita di un birrificio che oggi rappresenta una delle migliori espressioni della produzione brassicola belga: nel suo portfolio, ovviamente, una birra acida, l’Oerbier.
  • De Glazen Toren

    La nascita ufficiale della brasserie è datata 11 novembre 2004 da Jef Van de Steen e da Drik De Pauw ad Aalts, una cittadina belga ai confini del Brabante delle Fiandre Orientali, situata sulla sponda sinistra del fiume Dendre a circa 29 km ad ovest di Bruxelles. In realtà la collaborazione tra questi due personaggi risale a 10 anni prima, quando ancora avevano una microproduzione casalinga con una caldaia di 50 litri, per arrivare ai 600 litri prodotti nel primo impianto inaugurato ufficialmente, passando attraverso una miriade di esperimenti e studi all’Accademia per mastri birrai di Gent. Tra gli interessi di Jef Van de Steen, ci sono innumerevoli volumi dedicati alla birra, soprattutto del mondo trappista, d’abbazia e specializzato nelle tipologia geuze e kriek; scrive abitualmente su riviste culinarie e di birra, aggiornandosi in continuazione. La storia dice che i due futuri proprietari della brasserie s’incontrarono nel municipio di Erpe-Mere, dove ricoprivano la carica di assessore comunale e segretario municipale e, da bravi “brasseurs-amateurs”, cominciarono le loro sperimentazioni in un garage. In seguito approfondirono la loro conoscenza teorica frequentando l’Accademia per mastri birrai ed alla prima occasione utile, acquistarono i macchinari della Brasserie Meester di Galmaarden, un piccolo birrificio che cessò la sua attività. Jef fece costruire in un piccolo stabile nella Glazentorenweg ad Erpe- Mere, da qui il nome del microbirrificio. Nel 2002 i due proprietari si accordarono con Mark de Neef, anche lui residente ad Aalst, creando la società tutt’ora attiva, ed aprendo il microbirrificio nel 2004. Ad oggi, gli investimenti della brasserie sono strutturali ed in continua evoluzione, dall’acquisto delle vasche di maturazione molto più grandi ( 22 HL per cilindro) delle precedenti, all’espansione della camera calda, permettendosi una produzione è di circa 1000 HL di grande qualità e continuità. La Glazen toren brouwerji è una piccola ma stabile realtà della zona di Aalst, dove la birra viene prodotta in maniera naturale con maturazioni molto lunghe, e soprattutto utilizzando materie prime di ottima qualità che rendono i prodotti apprezzati dagli esperti del settore.

  • De Graal

    Questa nuovissima birreria fu fondata solamente nell’anno 2000, ma il primo test fu eseguito nel 2001 e le birre furono reperibili
    commercialmente (solo in Belgio) nel 2002. Il nome “De Graal” (Il Graal), prende origine dal grosso bicchiere nel quale Cristo bevve
    durante l’Ultima Cena. Durante i secoli molte furono le spedizioni che partirono alla sua ricerca. Anche per la birreria darsi il nome di
    questo grosso bicchiere simboleggia la ricerca e vuole essere uno stimolo: la ricerca di un nome, compreso e scritto praticamente
    senza variazioni in tutte le lingue (visti i recenti sviluppi editoriali e cinematografici, bisogna dire che è un nome azzeccato!), e la ricerca
    della birra perfetta!

  • De la Senne

    Le birre della Brasserie della Senne sono prodotte da due giovani brussellesi, entusiasti e appassionati : Yvan De Baets e Bernard Leboucq.

    Essi operano all'interno di una piccola brasserie artigianale e prestano particolare attenzione alla produzione di birre seguendo un metodo antico, senza filtraggio, senza pastorizzazione, senza alcun tipo di additivo utilizzando esclusivamente materie prime nobili e di prima qualità.

    Queste birre, dal gusto complesso e dalla personalità ben marcata sono delle vere e proprie birre di carattere. Bernard e Yvan difendono un gusto dimenticato, in primo luogo cercano la giusta amarezza così rinfrescante che caratterizza i loro prodotti, sempre equilibrati da un lato aromatico molto fine.

  • De Leite

    Birrificio nato ufficialmente nel 2008 per merito di Luc Vermeersch, un'altro homebrewers che si è letteralmente "buttato" in questa impresa coinvolgendo i suoi due amici: Etienne Vanpoucke e Paul Vanneste.
    Dal 1998 Luc produceva birra in casa, come tutti gli homebrewers partecipava a meeting e manifestazioni a tema.. trovati molti riscontri positivi nella sua piccola produzione decise di partecipare ai corsi specializzati che organizza il birrificio Alvinne. La sua passione è così contagiosa che riesce a coinvolgere anche Etienne e Paul.

    Proprietario della Helbig, produttrice di arredamenti d'interni, Luc "si prende" una parte di immobile ed incomincia a sviluppare la sua idea di birrificio.

    Risolti i problemi burocratici il 5 marzo 2008 nasceva il Birrificio De Leite dal nome di un ruscello che passa vicino allo stabilimento.

  • De Leyerth

    Urthel è il nome con cui è “amichevolmente” conosciuta la Brouwerij De Leyerth, birrificio belga famoso, oltre che per le sue birre, per l’avvenente bellezza della birraia, Hildegard van Ostaden. Lei, assieme al marito Bas, disegnatore di fumetti e responsabile marketing, produce birre sotto marchio Urthel dall’anno 2000. Il logo del birrificio, che lo contraffistingue per la sua originalità, nasce proprio dalla matita di Bas, e dalla “leggenda” degli Erthels.

  • De Ranke

    La Brasserie è stata fondata nel 1994 da Nino Bacelle a suo nome, ed all’inizio produceva solamente una birra, l’Hanseatic, che prendeva il nome dall’ex abbazia ad Hanseatic, situato a Wevelgen, vecchio sito del birrificio.

    Già dal 1981 Nino ha sperimentato diverse ricette birraie, provenendo già da una famiglia di mastri birrai, e dopo essersi formato a Gent negli anni ottanta, ha cominciato a sviluppare il suo microbirrificio.

    All’inizio Bacelle cominciò prendendo in affitto la struttura ed i macchinari, per poi cominciare una collaborazione con la brasserie Caed, arrivando a produrre 9.000 litri il primo anno. Nel 1996, attraverso l’associazione professionale d’assaggiatori di birra, Bacelle s’impegno con una joint venture assieme a Guido Devos, già tra i fondatori dell’associazione, e fondarono la Brasserie De Ranke. Il nome del microbirrificio deriva dalla radice del luppolo ed è stato scelto perché i due proprietari sono convinti estimatori che la materia prima più importante della birra resta il luppolo. Da allora, sono state create altre 5 birre annuali, tutte con spiccate note di luppolo divenendo riconosciuti, come marchio di fabbrica, negli anni per questa peculiarità.

    Dopo 11 anni di produzione nella vecchia fabbrica di birra, è stato aperto un nuovo sito a Dottignies, in prossimità dell’autostrada che collega Bruges a Tournai ad est di Bruxelles.
    Oggi le birre della Brasserie De Ranke sono esportate tra Stati Uniti, il Giappone, l’India e l’Europa riscontrando sempre più un maggior successo.

                                                                                                                       

  • Dupont

    Il birrificio sorge su un'antica proprietà agricola, nella quale sin dal 1844 avveniva la produzione di birre stagionali. La Dupont nasce nel 1920, quando Luis Dupont entrò in possesso della fattoria. In seguito la proprietà è sempre rimasta fra i discendenti della famiglia Dupont, passando prima a Sylva Rosier, nipote di Luis Dupont e Ingegnere delle fermentazioni, poi a suo figlio Marc Rosier. Attualmente la direzione della produzione è affidata a Oliver Dedeycker, nipote di Marc Rosier.

    Per decenni la produzione del birrificio ha avuto dimensione perlopiù locale; nel 1986 la produzione era di 4.000 ettolitri l'anno. Negli ultimi decenni il mercato della Dupont si è molto allargato, e la produzione è cresciuta notevolmente raggiungendo i 14.000 ettolitri l'anno.

  • Duvel

    Le origini di questo birrificio risalgono alla fine del XIX secolo, per la precisione al 1871, quando Jan-Leonard Moortgat e sua moglie Maria De Block fondarono a Puurs, a sud di Anversa, un birrificio che faticò a conquistarsi un ‘posto al sole’ data la notevole concorrenza (all’epoca in Belgio esistevano diverse migliaia di birrifici!).

    Ma Jan-Leonard Moortgat, figlio di un mastro birraio, aveva il pallino della sperimentazione e dopo anni di tentativi riuscì a creare diverse birra ad alta fermentazione che conquistarono i palati di una clientela sempre più affezionata.

    Nel 1918 Albert, il figlio di Jan-Leonard, decise di dare una svolta alla produzione birraria abbracciando lo stile delle Ales scozzesi, pertanto si recò proprio in Scozia per riportare con sé in Belgio un lievito adatto allo scopo (usato tuttora).

    Oggi è la quarta generazione della famiglia a vegliare sulla produzione del birrificio Duvel Moortgat; la Duvel viene oggi esportata in più di quaranta diversi paesi del mondo, Italia compresa.

  • Girardin

    Un birrificio di campagna in quella che era la tenuta di un aristocratico, a St Ulriks Kapelle. La produzione iniziò nel 1845 come parte della tenuta del nobile. I Girardin ne sono proprietari dal 1882, da quattro generazioni. Dopo anni di vane richieste, mi è stato concesso di visitare il birrificio nel 1993. Louis Girardin aveva allora 69 anni e lo conduceva con la moglie Jacqueline e i figli Paul e Jan, senza alcun dipendente. Il suo conservatorismo rurale si traduceva tra l’altro in diffidenza nei confronti dei ficcanaso stranieri con i capelli lunghi. È stata una visita memorabile e mi ha rattristato apprendere della morte del signor Girardin mentre mi trovavo a un festival della birra nel 2000. Per fortuna la sua famiglia porta avanti l’azienda. La Girardin coltiva da sé il frumento, produce la Lambic d’inverno e una Pils d’estate. Per la Lambic utilizza il 40% di frumento e dispone tuttora di una macina di pietra. C’è ancora un tino di ghisa aperto per la fermentazione e un bollitore rivestito di mattoni, anche se al momento della mia visita era appena stato installato un impianto più moderno. Gli incontentabili Girardin hanno anche due vasche aperte per il raffreddamento, una nella soffitta e l’altra a livello dei locali di produzione.

  • Hanssens

    In origine era un birrificio chiamato St. Antonius, aperto nel 1896; produceva una birra da tavola scura e Lambic. I bollitori di rame furono prelevati dall’esercito tedesco durante la prima guerra mondiale per farne munizioni e la produzione si interruppe. Dopo la guerra iniziò l’attività di assemblaggio e per decenni l’azienda godette di ottima reputazione per le sue Gueuze; negli ultimi anni ha fatto proseliti negli Stati Uniti. Il futuro dell’azienda si è fatto incerto nel 1999, quando la terza generazione, rappresentata da Jean Hanssens, ha manifestato l’intenzione di cessare l’attività. I salvatori sono stati Sidy, la figlia di Jean, e suo marito John, appena si sono resi conto che questo lavoro non avrebbe assorbito tutto il loro tempo.
    La Hanssens produce 70 botti da poco meno di 600 litri all’anno, ma nelle cantine le botti sono molte di più, dato che una parte della birra matura per tre anni. Ogni assemblaggio è fatto con quattro o cinque botti.

  • Het Anker

    Het Anker di Mechelen (Malines in francese) splendida città a circa metà strada tra Bruxelles e Anversa. Il suo ambizioso nome, legato a quello di un´antica moneta, testimonia una tradizione che, sebbene circondata da un’aura leggendaria, vanta documentati fondamenti storici: questa, più o meno, era la birra prediletta dall’Imperatore Carlo V, che la destinava soprattutto alle partite di caccia, allorché i partecipanti necessitavano di un sano e alcolico incoraggiamento.

  • Het Nest

    Più di dieci anni fa un gruppo di amici ha fondato un club di degustazione di birra. Ogni due settimane si sono riuniti in una delle loro case per bere una buona birra belga e per discutere della scena brassicola, le donne e il calcio. Nel corso degli anni l'interesse per la birra è cresciuto. Ciò ha portato a seguire corsi di produzione di birra nel 2007 fino alla fondazione del birrificio Het Nest

  • Hoegaarden

    Il birrificio Hoegaarden (la cui pronuncia è “u-gar-den”) sorge nell’omonima località belga situata nelle Fiandre e, precisamente, nella provincia del Brabante Fiammingo. Sin dall’epoca medievale questo paese è sempre stato conosciuto per la sua celebre birra di frumento, una specialità dal colore chiaro e dall’aspetto torbido che venne “inventata” dai monaci locali nel lontano 1445.

    Diversi secoli addietro questa zona delle Fiandre apparteneva all’Olanda, che come noto era una grande potenza coloniale. Proprio grazie agli scambi commerciali con le Indie Orientali si diffuse anche in madrepatria l’impiego di spezie come il coriandolo e la scorza d’arancia Curaçao (Laraha) che, tuttora, sono tra gli ingredienti della birra Hoegaarden.

  • Huyghe

    La brouwerij Huyghe di Melle è la più antica fabbrica di birra ancora in attività della regione di Gand: la proprietà è saldamente nelle mani della famiglia Huyghe dal 1906, ma ci sono notizie storiche certe che a Melle, la birra, la si faceva già dal 1654. Per più di 80 anni il birrificio espanse la propria gamma di prodotti e il proprio mercato con investimenti continui poi, il 26 dicembre 1988, si produsse per la prima volta “Delirium Tremens”. Il team di produzione fabbricò questa birra su sollecitazione dell’Italia. Oltre ai 3 diversi lieviti, la peculiarità di Delirium sta nell’originalissima confezione, che ricorda le ceramiche di Colonia. L’etichetta raffigura con originalità le diverse fasi del delirium, e con essa nacque il famoso elefantino rosa.

  • Jandrain Jandrenouille

    Birrificio nato nel 2006 nel piccolo villaggio di Jandrain-Jandrenouille (ORP-JAUCHE) grazie all’intrapendenza di due appasionati: Alexandre Dumont e Stéphane Meulemans. I due amici non sono birrai di professione, Alexandre è un ingegnere civile mentre Stéphane un ingegnere agricolo. Ristrutturando un vecchio podere hanno installato gli impianti per la produzione di birra e si sono lanciati in questa avventura...

  • Kerkom

    La storia della Brasserie Kerkom ha inizio nel 1878 con il matrimonio di Evaristo Clerinx con una figlia di un mastro birraio della zona. Studente al secondo anno di medicina, Evaristo smette per dedicarsi unicamente alla sua piccola Birreria. Dopo un periodo di chiusura durante le due guerre mondiali Jean Clerinx, discendente del fondatore ricomincia la produzione di birra nel 1952 ma è costretto a chiudere di nuovo nel 1968 visto il successo di altre birre, le pils, che invadono il mercato.Andato a lavorare in un’altra birreria del Limburgo, Jean nel 1988 decide di provare a rilanciare la sua birreria. Nasce la Bink; il nome deriva dal soprannome di un abitante di Sint Truiden. Nel 1999 Jean si ritira lasciando la gestione al giovane Marc Limet e sua moglie Marina Siongers. All’interno della fattoria di Kerkom, nel bel mezzo della campagna limburghese, Marc e Marina brasano qui le loro birre e il fine settimana aprono le porte alle moltissime persone che affollano il piccolo bar all’interno della birreria.

    Se la tendenza delle grandi aziende birrarie è aggiungere zucchero e stravolgere i metodi di produzione tradizionaler per andare incontro ai gusti “globali” (dolcezza e alcoolicità), Marc fa un’opera di recupero tradizioni.  Da homebrewer  si getta nella “mischia”, prende il suo tempo, prova le ricette e crea le sue birre; non usa derivati di zuccheri per aumentare l’alcool e  non usa prodotti  artificiali per aromatizzare le sue birre.

  • La Rulles

    Ci troviamo di fronte ad una piccola realtà birraia artigianale che sta ampliando i propri obiettivi ed impianti produttivi, grazie al successo commerciale acquisito.
    Vengono prodotte solo birre ad alta fermentazione, non filtrate e rifermentate in bottiglia.
    La scelta della sua ubicazione si deve all’eccezionale qualità delle sue acque che provengono direttamente dalla riserva naturale della foresta di Anlier.

  • Lefebvre

    La regione è quella del Brabante, nella Vallonia francofona, la data ufficiale di nascita è il 1876, quando Jules Lefebvre, guardiacaccia, agricoltore e proprietario di una locanda, da vita al proprio birrificio. Notizie storiche riferiscono che fin dal 1797 esisteva a Quenast un birraio chiamato Léfebvre che dava da bere agli operai delle vicine cave di porfido, anche se non si è certi che fosse un antenato degli attuali proprietari. Comunque la “clientela” è quella: gli operai che fornivano la materia prima (il porfido) necessaria alla costruzione delle massicciate delle ferrovie di mezza Europa. Come quasi tutti i birrifici del Nord Europa, la Brasserie Lefebvre, che vede crescere nel corso degli anni il proprio volume di affari, subisce grossi contraccolpi economici e produttivi nel periodo comprese fra le due guerre mondiale. Nella Prima è costretta a chiudere perché i tedeschi sequestrano tutti i macchinari per rifonderli ad uso bellico, nella Seconda la birreria non viene smantellata, ma viene obbligata a produrre birra a bassissima gradazione alcolica (0,8% vol.), obbligo esteso alla maggior parte dei produttori di allora. La china viene risalita a partire dagli anni ’50, quando ri-aumentano anche i consumi pro-capite di birra: la Lefebvre immette sul mercato nuovi prodotti (la Porfirio Ale, la Super Hoblo), e diventa anche distributore di prodotti non suoi (questa attività parallela terminerà nel 1987). Attualmente in mano alla VI generazione della famiglia Lefebvre (l’attuale titolare è  Paul Lefebvre), questa birreria, posta sulla collina di Quenast, lontana dalla prima location, abbandonata per le ricorrenti piena della La Senne, ha nel proprio portafoglio produttivo la Abbaye de Bonne Experance, iniziata a produrre dal 1978 dietro “incarico” dell’Abbazia stessa; la Barbar (lager la miele) e la Barbar d’Hiver (prodotta da ottobre a febbraio); tutta la gamma delle birre legate all’abbazia di Floreffe, su licenza conferita a partire dal 1983; la Blanche de Bruxelles, nata nel 1989 con il nome di Student; una splendida saison, la Saison 1900 (della quale ho parlato nella descrizione della tipologia di birre saison); la Moeder Overste (la “madre superiore”), una robusta triple; la recente Hopus, una Belgian IPA di 8,5%vol. oltre ad una serie di birre alla frutta, commercializzate a partire dal 2003. La Brasserie esporta attualmente l’80% della propria produzione.

  • Leffe

    Nella porzione meridionale del Belgio, e precisamente in Vallonia (provincia di Namur) si trova la splendida cittadina di Dinant, situata sulle rive del fiume Mosa. A un chilometro da Dinant si trova a sua volta l’Abbaye de Notre-Dame de Leffe, nella quale secondo un antico documento custodito negli archivi di stato è dal 1240 che si produce la famosa birra Leffe.

    In epoca medievale i monasteri producevano birra non tanto per passione, quanto piuttosto per necessità. Il “pane liquido” – così veniva definita la birra – rappresentava infatti una importante voce dell’alimentazione di quell’epoca, essendo ricca di nutrienti e di vitamine del gruppo B. Inoltre, grazie al processo produttivo che comprendeva anche la bollitura, questa bevanda era sicura da bere poiché priva di qualsiasi rischio di contaminazione (es. salmonella).

  • La Binchoise

    Il Birrificio La Binchoise è un piccolo birrificio artigianale Belga fondato a Bianche nel 1847.
    Cavallo di battaglio è la Biere des Ours: la loro caratteristica birra al miele

  • Les 3 Fourquets

    Originariamente (2004) istituita per rifornire di bevande al malto il bistrot attiguo, la brasserie “Les 3 Fourquets” ha deciso nel 2007 di creare una nuova birra sia in bottiglie tipo champagne sia in fusti.

    La volontà dei birrai fu quella di produrre con attrezzature moderne una birra concepita rispettando scrupolosamente le tradizioni, ma nondimeno dotata di tocchi olfattivi e gustativi del tutto unici e nuovi. Il quadro eccezionale in cui la brasserie sviluppa le sue attività non poteva far altro che dare l’ispirazione a questi “foggiatori dell’orzo”.

    La brasserie si erge in effetti all’interno della cinta di una magnifica fattoria del XVIII secolo, che fa parte del patrimonio delle Ardenne belghe, posta in uno scrigno di verde bordato da un ruscello dall’acqua pura e fresca.

  • Brasserie de Blaugies

    Piccola fabbrica di birra artigianale e famigliare.

    Tutte le birre prodotte non sono filtrate e rifermentate in bottiglia.

     

    L'aventura a dato inizio con i genitori Pierre-Alex e Marie-Noëlle CARLIER-POURTOIS.

    La prima fabricazione di birra fu il 24 marzo 1988.

    Il primo figlio Kévin CARLIER, diplomato in biotecnologia, è il padrone della birreria con sua moglie Bérangère DESCHAMPS e il suo suocero Claude DESCHAMPS.

     

    Il piu giovane dei figli Cédric CARLIER e sua moglie Stéphanie JUSTE entrambi diplomati della scuola alberghiera sono padroni del ristorante "Le Fourquet" proprio di fronte de la fabbrica.

     

  • De Namur (Brasserie de...

    Situato a qualche chilometro da Dinant, la Brasserie du Bocq è un raro birrificio a conduzione famigliare al 100%., rimasta fedele ai processi di produzione di birre ad alta fermentazione in bottiglia.

    Grazie al suo savoir-faire la Brasserie du Bocq offre la possibilità di produrre un'mapia varietà di birre in collaborazione con il cliente. Le birre proposte sono "blanche", "blonde", "ambrée", "brune" o aromatizzate à la carte.
    Il Birrificio è in grado di concepire e realizzare la birra di vostro gusto.
    Ogni progetto è seguito da personale incaricato che rispetta e segue le vrie fasi con precisione e correttezza.


  • Oud Beersel

    Fondata nel 1882 da Henri Vandervelden a Beersel, paese a pochi chilometri da Bruxelles, la Brouwereij Oud Beersel è una delle ultime autentiche birrerie produttrici di Lambic del Belgio. La sua antica tradizione è oggi gelosamente custodita da Gert Christiaens, che continua a produrre birre artigianali di elevato livello qualitativo.

    Il processo di produzione di Birre Lambic è circoscritto alla zona del Pajottenland nella valle della Zenne, dove grazie a condizioni particolari sono presenti lieviti selvaggi e batteri. Le Lambic hanno bisogno di un peridodo di affinamento di almeno tre anni per permettere alla microflora di agire sul prodotto.

    È un processo di fermentazione naturale inusuale, che conferisce alle birre un sapore assolutamente distintivo: secco, vinoso con retrogusto acidulo. L'unione di diverse Lambic di varie annate da vita ad un vero e proprio miracolo della natura chiamato Geuze. La Oud Vieille Geuze è il fiore all'occhiello della Brouwereij Oud Beersel.

  • Val-Dieu

    Il birrificio, situato all'interno delle mura dell'abbazia e gestito da una società indipendente in stretto contatto con l'abbazia, produce birre nel rispetto della tradizione dei monaci con gusti e caratteri diversi: bionda, bruna, triple et la Grand Cru.

  • Slaghmuylder

    Fù Emmanuel Slaghmuylder che si buttò nel 1860 nell’impresa del birrificio acquistando dei terreni vicino Ninove e possiamo dire che la sua scommessa fù vinta visto che nella cittadina di 12000 anime è rimasta la sola che ancora produce se consideriamo che all’inizio del secolo ve ne erano tredici. Ma la storia della Witkap non parte dalla Slaghmuylder ma da Hendrik Verlinden. Le Witkap (letteralmente Cappuccio Bianco, quello del monaco trappista dell’etichetta) sono le prime birre d’Abbazia prodotte in Belgio. Per le altre birre d’Abbazia dobbiamo aspettare fino a dopo la seconda guerra mondiale: nel 1946 S. Sixtus, nel ‘50 Affligem, nel ‘54 Leffe, nel ‘58 Grimbergen e Steenbrugge. La Witkap Pater (la tripel) fu messa in produzione durante il periodo delle due grandi guerre da Hendrik Verlinden, ingegnere birrario trallaltro dell’Abbazia di Westmalle dal 1926 al 1929 ed autore del primo trattato sul Lievito nella produzione birraria (Het Handboek gistingindustries der praktisch) Hendrik nel 1916 acquistò il birrificio “3 Linden” di Brasschaat, fondato nel 1890. Dopo la prima Guerra Mondiale concentrò la sua produzione nella Witkap Pater, ispirato dal suo lavoro presso i Monaci Trappisti di Westmalle. Ancora non regolamentato, Hendrik usò l’appellativo Trappista sua produzione (poi tolto!) Hendrik Verlinden muore il giorno prima dell’invasione tedesca del Belgio nel 1939. Quel Sabato 11 maggio, gli aerei tedeschi bombardarono Brasschaat. Il birrificio fù stato colpito da due bombe che uccisero sia Hendrik Jozef Verlinden sia suo figlio più giovane. L’attività del birrificio fu continuata dal figlio maggiore di Hendrik ma già la grande crisi post-guerra del mondo artigianle birrario era alle porte: la nascita di grandi industrie birrarie e la richieste sempre maggiore di birre a bassa fermentazione misero in crisi numerosi birrifici belgi e da metà anni ’60 il birrificio fù venduto più volte fino ad arrivare all’attuale proprietà della Slaghmuylder, che acquistò il “3 Linden” nel 1981.

  • Reinaert

    Il ‘Proef’ brouwerij si ispira al principio dell'integrità: tentare, nel modo più trasparente e onesto possibile, di sviluppare e produrre birre nel rispetto dei nostri collaboratori, dell'ambiente, del governo, dei clienti e dei fornitori e nel rispetto delle materie prime e dei prodotti...

    Noi ci limitiamo allo sviluppo e alla produzione della birra, senza promuovere attivamente né commercializzare le birre.

    La nostra integrità non ci consente di copiare le birre già esistenti, provenienti da altri birrifici o dal nostro, ma ci spinge a cercare sempre prodotti originali.

    Ci posizioniamo a metà strada tra i birrifici commerciali e i centri di competenze, innanzitutto perché ci limitiamo alla produzione senza commercializzare i nostri prodotti, poi perché eseguiamo ricerche applicate e non ricerche scientifiche puramente teoriche.

  • Rodenbach

    Rodenbach Brouwerij - Roeselare
    (in francese Rouliers). Il capostipite dei
    Rodenbach, un medico dell’esercito origina
    rio della Renania, arrivò in Belgio
    durante il dominio austriaco e qui si sposò con una fiamminga. Nel 1820 un
    Rodenbach acquistò un birrificio e da
    l 1836 i Rodenbach possiedono l’attuale
    birrificio (dei Rodenbach due sono stati
    famosi scrittori, un Alexander partecipò
    all’indipendenza del Belgio, Constantine,
    ambasciatore in Grecia, è sepolto davanti
    al Partenone). L’attuale birrificio ha ancora al su
    o interno 300 tini in rovere di Slavonia della
    Polonia, non verniciati, all’interno dei quali vien
    e stagionata la birra. Le loro birre sono una
    miscela al 75% di birra “giovane” (maturata in fu
    sti di metallo per 4-5 settimane) e per il 25% di
    stagionata (almeno 2 anni in botte). Sono tutte b
    irre acidule, dal colore rossiccio a causa dell’uso
    di malti rossicci di tipo Vienna, ma anche pro
    babilmente dai caramelli e dai tannini estratti dal
    rovere dei barili. M. Jackson le definisce “le birre rinfrescanti più famose del mondo”.



















  • St. Bernardus

    La Brouwerij St. Bernardus di Watou-Poperinge, piccolo centro nella regione delle Fiandre Occidentali de "Le Plat Pays", famoso per la produzione di luppolo di alta qualità, ha preso il nome dal Santo patrono di Watou. L'acqua usata per produrre viene da 152 mt. di profondità, che secondo la leggenda, è pioggia caduta all'epoca di Giovanna D'Arco e filtrata attraverso il permeabile strato di sabbia. Ancora oggi conserva gli impianti, il lievito e la ricetta originale dell'Abbazia di St. Sixtus. Spesso in qualche negozio o pub questa birreria viene reclamizzata (talvolta con il vecchio nome di St. Sixtus) come facente parte della ristretta cerchia delle
    originali trappiste, ma e' meglio sgombrare subito il campo dagli equivoci: la birreria autenticamente monastica e' un'altra, nota come "Westvleteren" o "St. Sixtus".
    In passato questo monastero aveva raggiunto un accordo con la vicina birreria "laica": i monaci birrificavano quasi esclusivamente per il proprio consumo interno, e la birreria S. Bernardus produceva su licenza e su scala leggermente maggiore le birre su ricetta dell'abbazia. La licenza da alcuni anni non e'stata piu' concessa: la S. Bernardus dal 1992 continua a produrre le sue ottime birre con il suo marchio mentre l'Abbazia prosegue nella sua limitata produzione - con vendita all'esterno ma solo direttamente al convento. In ogni caso ricordiamo che il marchio "Trappista" spetta solo alle birre prodotte direttamente dai monaci all'interno del proprio monastero. Chiarito questo punto, veniamo a quello piu' importante: la qualita'.

    La birreria ha dimostrato di essersi meritata la fiducia accordatale dai frati trappisti, ed e' nota fra gli estimatori di birre belghe proprio per la sua solida affidabilita' e la costanza dimostrata negli anni nel fornire prodotti di livello eccellente, in un panorama che invece vede spesso l'apparire effimero di nuove etichette e a volte la scomparsa o il decadimento di marchi classici.

  • Tilquin

    Dalla speranza di due grandi mastri birrai, nel febbraio 2009, Pierre Tilquin e Grégory Verhelst, del birrificio La Rulles, è nata la Gueuzerie Tilquin, un “laboratorio” in grado di fermentare in botti di rovere ed assemblare diversi mosti di birra a fermentazione spontanea, prodotta dai grandi birrifici del Belgio specializzati in questo tipo di birre. Tra le aziende rinomate del panorama Belga che “concedono” i loro mosti possiamo riconoscere Boon, Lindemans, Cantillon, e Girardin, le quali cedono il loro liquido dolce il giorno dopo la prima fermentazione per andare a rifermentare e stagionare nelle botti di rovere presenti nella Geuzerie. Pierre Tilquin è un appassionato di fermentazione spontanea, classe 1974, amante di queste tipologie estreme del mercato Belga,laureato in bio-ingegneria e dottorato di ricerca e statistica genetica, il quale ha formato la sua esperienza in due grandi aziendespecializzate come Cantillon e 3 Fonteinen, dove ha carpito il meglio di questi due “mondi” diversi, per realizzare il suo progetto. 

    Tecnicamente Pierre Tilquin non produce birra, ma è un tagliatore, così definito il mastro birraio che assembla, miscela e compone diverse lambic, il tutto nei suoi locali nella zona Vallone Belga, nel paese di Rebequ-Rognon.

    Nella Gueuzerie sono presenti 220 botti di fabbricazione Francese dalle regioni dell’Hermitage, St-Emilion e Medoc nelle quali, ad oggi, sono presenti circa 800 HL di lambic messi a maturare e dove, solo nel 2011, ha visto la nascita della prima Oud Geuze.

  • Verhaeghe
    Fondata nel 1892, questo piccolo
    birrificio ebbe una battuta d’arresto
    all’inizio della prima guerra mondiale.
    A causa del fermo rifiuto da parte di
    Paul Verhaeghe di produrre birra per le
    truppe tedesche, queste smantellarono
    la sala cottura originale utilizzandone
    le parti in rame per la produzione di

    armi e munizioni.

  • Van Den Bossche

    La sede di questa antica brouwerij si trova ancora oggi accanto alla chiesa parrocchiale, intitolata a San Livinus, patrono del villaggio,  da quando (nel 1897) venne fondata. Fu Arthur van Den Bossche, infatti, in quell’anno, ad acquistare un appezzamento di terreno vicino all’allora piazza principale del paese, dove edificò una fattoria e, successivamente, il primo abbozzo dell’attuale fabbrica di birra. Sposato con Wieze Callebaut, della già allora notissima famiglia belga proprietaria di una delle più importanti fabbriche di cioccolato, affiancò la propria attività brassicola al già avviato business della famiglia della moglie.   Ad Arthur, morto nel 1925, succedono i due figli maschi, Willy e Marc, che per cinquanta anni reggono con successo le sorti della ditta paterna, consegnandola, nel 1975, nelle mani di Ignace, figlio di Marc. Attualmente la ditta è guidata dalla quarta generazione della famiglia Van den Bossche, nella persona di Bruno e del fratello Emmanuel, figli di Ignace.

  • Van Eecke
    Nella Fiandra Occidentale, attorno all’area di Ypres, si trova una circoscritta regione nota in tutto il paese per le sue coltivazioni di luppolo.
    Suo centro storico e simbolico è la graziosa Poperinge, che rifornisce il birrificio Van Eecke di Watou di un’autentico prodigio dell’agricoltura.
  • Verzet

    Alex, Joran en Koen, compagni di corso nel 2008 alla Brouwerijschool di Gent una volta laureati e dopo un’esperienza in grandi birrifici, che loro stessi definiscono “professionali”, decidono di mettersi in proprio iniziando a promuovere le loro birre, prodotte finchè non avranno una loro sede fissa ed un loro impianto, nel birrificio di Gulden Spoor di Gullegem. Brouwers Verzet,  I birrai della Resistenza..il nomignolo con cui si etichettavano sui banchi di scuola dove gli venivano imposte ricette classiche per le cotte di studio mentre loro, a casa, già giocavano a incrociare luppoli e lieviti.  In Patria, molti, li considerano “il futuro della birra Belga”

  • Brew Stars

    Erwin e Benny Van Aerschot, due fratelli gemelli che hanno fondato Inglorious Brew Stars nel 2014,dopo hanno vinto il posto di Migliori Homebrew di Belgio e Olanda al Beer Competition Brouwland, con la loro Inglorious Quad (IQ).

    Nello stesso anno IQ ha vinto la medaglia d'oro nella Brussels Beer Challenge, un concorso globale con oltre 1000 birre!

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